Il questa pagina cercherò di spiegare brevemente la filosofia di fondo che si cela dietro questo blog, le motivazioni per cui ho deciso di iniziare questo progetto e il fine ultimo di questo. Come piccola premessa ci tengo a precisare il fatto che questo blog non ha scopi di lucro di nessun tipo.
Perchè atarassia.com?
cercherò di dare una breve definizione del termine e del pensiero filosofico che lo accompagna ovviamente nel modo più semplice possibile e senza entrare troppo nel dettaglio, anche perchè lo scopo di questo blog non è creare un enorme contenitore di nozioni su questo argomento bensì cercare di reinterpretare attraverso una mio punto di vista “molto personale” il termine stesso e vedere come questo pensiero filosofico diffuso nell’antichità possa ancora trovare un suo spazio nella vita contemporanea di tutti i giorni. Questo non soltanto attraverso dei testi ma anche attraverso l’uso dell’immagine, in particolare della fotografia.
Ma vediamo da più vicino di cosa stiamo parlando.
L’atarassia è un termine filosofico tipico dell’epicureismo e dello scetticismo; al di là delle diverse sfumature assunte nelle due scuole, il termine indica quella condizione esistenziale ideale caratterizzata da assoluta imperturbabilità di fronte alle passioni e, perciò, esente da ogni dolore.
Trova la sua massima espressione nel epicureismo, affine per certi versi al concetto di Apatia stoica, se ne distingue per la cornice filosofica in cui si inquadra: l’imperturbabilità stoica era il risultato della consapevolezza, da parte del saggio, della provvidenzialità e razionalità di ogni evento, da cui era persuaso a trascurare la contingenza del dolore e delle passioni.
L’ideale dell’atarassia è concepito sulla base dell’osservazione della natura umana: se ogni desiderio, in quanto tensione verso ciò che manca, è dolore, allora non sarà il piacere associato al soddisfacimento del desiderio a procurare quella felicità perfetta, immutabile, capace di allontanare le angosce profonde dell’animo umano, come la paura degli dei e della morte. Secondo Epicuro questa felicità può essere garantita solo dal piacere stabile, che non deriva da un desiderio soddisfatto (piacere in movimento) ma da un dolore risparmiato dunque, da un desiderio non seguito (“il culmine del piacere è la pura e semplice distruzione del dolore“). È dunque il distacco dell’animo da qualunque coinvolgimento troppo intenso e vincolante (l’atarassia, appunto) il segreto della felicità.
Si potrebbe azzardare un paragone all’idea di pace interiore che secondo il Buddismo l’uomo deve cercare di raggiungere per mettersi al riparo dal male, cioè dal dolore, dalla sofferenza.
Il punto più alto a cui si deve aspirare è il Nirvana, il distacco assoluto dalle passioni ovvero la posizione che deve essere raggiunta dal saggio.
Si potrebbe approfondire molto questa descrizione soffermandosi sui punti cardine di questo pensiero e sviluppardoli in modo più approfondito ma per questo esisto numerosi libri di filosofia e letteratura o le sconfinate risorse di Internet.
Non condivido afffatto la connotazione negativa attribuita al termine negli anni da moltissimi studiosi e non, in quanto questo pensiero contiene molti aspetti positivi e il solo fatto che sia una visione utopica di uno stato morale da raggiungere gli da una connotazione fortemente astratta, quasi come se fosse una sfida quotidiana a cui l’uomo deve aspirare.
Ne condivido invece lo stato ultimo, il raggiungimento di un assenza di turbamento interiore, che trovo possibile riuscendo a costruire un proprio equilibrio, ovviamente questo giudizio è molto personale, non sono certo un esperto in materia.
Le motivazioni per cui nasce questo progetto sono molteplici, dal semplice desiderio di esternare pernsieri e immagini nell’etere della rete, al cercare di far riflettere e pensare altre persone su argomenti o osservazioni che reputo importanti, vorrei che queste venissero appunto prese come spunto di rilflessione, alcune di queste motivazioni penso siano condivisibili da moltissimi blogger.
Un’altra motivazione penso sia quella di creare un contenitore on line di pensieri anche in contrapposizione e incoerenti tra loro, che segnano in qualche modo la vita in una visione dinamica e in perenne evoluzione.
Il fine ultimo è quello di suscitare emozioni di qualsiasi tipo e genere in perfetta antitesi con il pensiero atarassico.