Come un cerchio che si chiude. Una metafora “poco” utilizzata, giorni passano e certe cose si sistemano altre si sciupano, ma la sensazione è quella di qualcosa che giorno dopo giorno arriva a compimento.
Mi accorgo che una sorta di disegno è già stato scritto, interpretarlo non è certo cosa da poco, ma non si tratta di destino, avevo già scritto qualcosa in merito, ma di qualcosa in perenne evoluzione che cambia ogni volta che noi facciamo delle scelte ma che ha un fine ultimo a cui tende.
Ti accorgi che le persone a cui vuoi bene riescono ad ottenere dei risultati che mai fino a poco tempo prima ti saresti aspettato.
Anche tu nonostante le difficoltà raggiungi qualcosa, ma come in un cerchio ciò che raggiungi non è nient’altro che la partenza. Questa non è la felicità bensi’ l’infelicità e la situazione di malessere profondo che evolve in qualcosa di bello. Purtroppo raggiunto l’obbiettivo ti si aprono davanti agli occhi, nuovi obbiettivi e il circolo ricomincia.
Il mio discorso è sempre contorto perché non può che essere cosi’.
Il tempo di realizzare di aver raggiunto qualcosa di positivo e ci si reimmette, nel tunnel dell’infelicità e insoddisfazione questa continua antitesi andrà avanti per sempre solo con la morte si potrà raggiungere una situazione stabile ed eterna.
Consideriamo che noi viviamo e la vita è dolore solo cosi’ ci si puo’ accorgere che dietro al dolore e alla sofferenza si nasconde il dono piu’ grande che ci hanno fatto la vita stessa.
Svegliatevi e accorgetevi di essere vivi.